Morte a Pemberley di P.D. James
Eccomi eccomi, si lo so avrei dovuto riempire il blog di una marea di rubriche e di nuovo non l'ho fatto. Perdono!
Sono qui ad un bar per questa recensione, bevo un caffè Macchiato con in sotto fondo una canzone di Dirty Dancing e il vociare delle persone. Questo bel sole mi aiuta a scrivere. E anche gli appunti che ho preso durante la traumatica lettura di Morte A Pemberley dell'autrice inglese P.D James... Libro che dovevo leggere ormai due anni e mezzo fa', nei primi mesi di vita di questo blog.
Traumatica perchè? vi domanderete. Ebbene non pensavo che questa lettura mi avrebbe coinvolta o che mi sarebbe piaciuta come le storie di Rachel Caine, ma non mi aspettavo nemmeno che non mi piacesse per niente. La storia molti di voi la conosceranno, la James si basa sul magnifico e tanto amato Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Infatti questo libro nasce come continuo, dopo il matrimonio di Elizabeth e Darcy una terribile tragedia si abbatte su Pemberley sconvolgendo il perfetto equilibrio della coppia.
Okayy con queste premesse, anche se su binari pericolosi, la trama prometteva bene. Peccato che lo sviluppo dell'intera storia non sia per niente così interessante. Non mi è piaciuto per niente lo stile di scrittura della James. Non mi aspettavo di certo lo stile settecentesco della Austen, ma che almeno ci si avvicinasse per quanto possibile si.
Inizio a dir poco prolisso e divagante, pagine dopo pagine (quasi 135 mi pare) per raccontare le vicende dei Darcy e dei Bingley in questi quasi sei anni di matrimonio. In tutto il romanzo di passa dal presente al passato senza che si capisca per nulla, il che rende tutto troppo confusionario e caotico. Così come lo sviluppo della trama stessa. I dialoghi e le riflessioni sono fin troppo lunghi e senza capo ne coda e per nulla coerenti con i personaggi che abbiamo imparato ad amare nel tempo. Elizabeth e Darcy hanno pensieri totalmente differenti, ovviamente puo' starci, ma non quando riguarda le cose più importanti e basilari. Troppe riflessioni sul denaro e sulle parentele, cose che non avrebbero mai pensato.
Come se non bastasse una pagina intera sulla scelta di un calesse al posto della carrozza, da parte del Signor Bennet eh.
Trattandosi questo di un thriller ci si dovrebbero aspettare momenti senza fiato o quanto meno bisognerebbe farsi più domande su questo omicidio. Io personalmente non me le sono fatte.
Evidentemente alla James non basta raccontare tre volte i fatto accaduti quella notte, ma lo vuole ripetere all'infinito.
Fra l'altro nei discorsi del colonnello Fizwilliam troppi citazione riguardanti la guerra con la Francia, nel bel mezzo dei discorsi e senza capire il motivo. Perchè??
Ultima pecca, che bisogno c'era di citare i personaggi di Emma come conoscenti della loro governante? No davvero non ne trovo il motivo.
Nel complesso durante la lettura mi inceppavo spesso, non so se si sia trattato della traduzione ma era tremendo.
Nota positiva, il processo, mi sono piaciuto gli interrogatori e tutta l'atmosfera. E per miracolo ho trovato carino anche il finale con Elizabeth e Darcy seduti su una panchina nel parco di Pemberley...
Sarò stata io ma, mi spiace questo libro non voglio più vederlo, per fortuna che era solo a noleggio.
Peccato perchè l'idea era carina.
Okay sono appena andata a cercarla, l'avevo già scoperto! Il cast lo conosco e li adoro. Cavolo devo vederlo ora.
xoxo -J


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