Voglio Vivere Prima di Morire di Jenny Downham


Ed eccomi qui, seduta sugli scalini di un negozio di scarpe prestigiose, aspettando il mio migliore amico puntualmente in ritardo e godendomi l'aria fresca di uno pseudo temporale, e, mentre suonano le 9.30 mi accingo a scrivere di Voglio Vivere Prima di Morire...
È un libro complicato di cui parlare......
Le ultime parole famose le ho scritte circa quattro giorni fa', wow in fatto di costanza sono peggiorata ultimamente! Perdonatemi, ma ho talmente tanti di quei problemi che non riesco nemmeno a scrivere ed ultimamente i libri non mi aiutano :( 
Comunque ho tenuto l'inizio di questo post visto che lo trovo molto suggestivo ahah ritornando a noi, o meglio al libro in questione, inizierei col dire che non sono molto sicura su quanto mi sia piaciuto, non so, forse il modo in cui è impostato oppure sono gli atteggiamenti o le frasi, non lo so, oppure è soltanto il fatto di potermi immedesimare in quel contesto per capire alcuni atteggiamenti.

Torniamo all'inizio, il libro parla di Tessa, una sedicenne con poco tempo da vivere, è malata, ha la leucemia, e di questo non ne fa' un mistero, anche se preferirebbe che la gente non lo sappia, causa, gli sguardi di compassione e le frasi spezzate, ma dall'altro lato pero' conta che alcune volte, alcune persone la trattino diversamente facendole fare ogni cosa stupida o insensata le venga in mente. 

Con la sua migliore amica Zoey compila una lista di cose da fare prima di morire, lista assurda, senza senso e capricciosa  beh forse è meglio dire che Zoey dovrebbe aiutarla a far accadere molte delle cose, la lista inizia con 10 cose, ma via via che il tempo passa, che Tessa cambia o cresce le cose che desidera diventano il doppio, il triplo, dal vedere la primavera, al mangiare un certo tipo di caramelle al vedere il suo fratellino crescere...
La prima cosa sulla lista è il sesso, una cosa che spunta dalla lista in poche pagine, alt scusate, la sera stessa dopo aver chiamato proprio Zoey, che devo dire ho trovato particolarmente frivola per le prime trenta/quaranta pagine,e poi diventa strana, non so dire con certezza cosa mi ha trasmesso, forse è semplicemente il fatto che è distratta da altri problemi, anche se alla fine è sempre li, presente o quasi... 
Fra i vari personaggi di contorno spuntano il fratellino, coraggioso e dedito ai giochi di prestigio che nelle ultime pagine dimostrerà la vera tristezza, il padre, presente in ogni momento della vità della ragazza, sempre in cerca di una nuova cura e di più aiuto per tenere in vità la sua bambina, e, si perchè no, anche la madre, assente, madre che aveva lasciato tutta la famiglia quando Tess aveva sette anni, molto prima della scoperta della malattia, madre che sembra frivola e distratta ma che in realtà è solamente spaventata. La cosa carina di questo libro è che dimostra anche quello che succede alla famiglia e agli amici di chi è colpito dalla malattia..


In un ruolo marginale ma importante troviamo Adam, il vicino di casa che compare tutto d'un tratto fra le pagine, tu ti immagini che sia appena arrivato, ed invece è lì da un pezzo ma Tessa incomincia a vederlo con occhi diversi... Anche se all'inizio lo descrive un po' bruttino io ho sempre avuto la sensazione opposta, o forse è colpa del film che me lo faceva raffigurare come Jeremy Irvine, giuro che non l'ho ancora visto preferendo leggere prima il libro.. In ogni caso torniamo a noi, non so come descrivere questo ragazzo, è strano, quello sicuro, ma mi ha dato la perfetta sensazione di Inglese di periferia.. non so spiegarmi meglio purtroppo. Direi che è premuro, attento, dolce e incasinato, ma non in senso brutto è solo che deve occuparsi della madre un po' fuori di testa dopo la morte del padre...

Tessa Tessa... non so che dire di Lei, devo ammettere che non mi ha colpito molto, forse perchè anche se l'autrice ha cercato di rendere i suoi ragionamenti abbastanza profondi, per quanto la sua età lo consenta, è risultata più che altro superficiale, almeno è quello che ho avvertito io eh... Non è sempre così vi avviso.

Nel complesso il libro non è male, ma mi aspettavo molto ma molto di più e sono rimasta al quanto delusa, comunque lo stile della scrittrice non sembra male, e ho apprezzato molto il fatto che abbia usato molte metafore per descrivere i sentimenti e le emozioni della protagonista, emozioni strane fra l'altro, e molte figure retoriche un bel po' macabre... Che mi sono piaciute dai.. 



In poche parole lo stile della Downham non è male ma spero che Tu contro di Me, il libro che ambivo fin dall'inizio, non sia così acido e capriccioso... 

xoxo -J

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